notizie

Un caffè con le nostre opere sociali

Maristas Mediterránea promuove il lavoro della Fondazione Marcellino Champagnat e della Fondazione Siamo Mediterraneo attraverso un colloquio virtuale organizzato dalla Pontificia Università di Salamanca Il prossimo giovedì 23 febbraio, a partire dalle ore 18.00 (ora spagnola), conosceremo meglio l'attività e la realtà della Fondazione Marcellino Champagnat e della Fondazione Siamo Mediterraneo, entrambe della Provincia Marista di Mediterránea, attraverso un incontro online organizzato dalla Pontificia Università di Salamanca (UPSA). L'iniziativa, aperta alla presenza e alla partecipazione virtuale di tutti coloro che sono interessati, si intitola "Opere sociali mariste del Mediterránea" e fa parte della XIV edizione dei Cicli di Café-Colloquia promossi dall'Istituto di Studi Maristi (IEM), a sua volta parte dell'UPSA. Cinque persone daranno la loro testimonianza sulla vita e la missione di queste entità mariste, la Fondazione e la Fondazione, che operano rispettivamente in Spagna e in Italia. Allo stesso modo, i loro interventi ci aiuteranno a conoscere i loro obiettivi e le loro esigenze. Tutto ciò contribuirà a generare riflessioni sull'azione e sulla vocazione sociale in ambienti e realtà diverse. Alejandro, Alicia, Irene, Carmen e Matteo, i cinque dei partecipanti al caffè-colloquio dell'Istituto di Studi Maristi (IEM). Alejandro Matías, pedagogista, membro dell'Equipe Provinciale di Solidarietà di Maristas Mediterránea (EPS) e direttore della Fondazione Marcellino Champagnat (FMCh), parlerà soprattutto di quest'ultima istituzione. Carmen Cuesta, anch'essa educatrice e coordinatrice di progetti socio-educativi, di inserimento lavorativo e di accompagnamento della diversità funzionale, illustrerà gli aspetti del Centro socio-educativo e di inserimento lavorativo della FMCh. Irene Fernández-Mayoralas, psicologa dell'"Hogar Champagnat", si concentrerà sulle questioni relative a questo centro per minori affidato alla FMCh a Torrente (Valencia). Alicia Gómez, assistente sociale e coordinatrice della sezione FMCh di Torrente, parlerà della situazione attuale della Scuola di Laboratorio FMCh, anch'essa situata a Torrente. Matteo Mennini, membro dell'Equipe Provinciale di Solidarietà (EPS) dell'area italiana e segretario generale della Fondazione Siamo Mediterraneo, ne parlerà. L'incontro è accessibile online attraverso il codice QR che accompagna l'immagine della locandina che appare in questa notizia. Per qualsiasi altra informazione, è possibile consultare i profili ufficiali dei social media dell'Istituto di Studi Maristi (@IEM_UPSA) e della Provincia dei Maristi Mediterranea (@MaristasMedit). È inoltre possibile scrivere all'IEM stesso all'indirizzo

Vedere di più

notizie

I Incontro dei Volontari Maristi

Le scuole maristi di Cordoba, Alicante e Roma hanno accolto circa 200 persone per condividere la vita e riconoscere la loro vocazione al servizio Quasi 200 persone hanno partecipato questo fine settimana al 1° Incontro dei Volontari Sociali Maristi, che si è svolto contemporaneamente in tre sedi: due in Spagna, il Colegio Cervantes di Cordoba e il Colegio Sagrado Corazón di Alicante, e una in Italia, l'Istituto San Leone Magno di Roma.              L'incontro si è svolto in un duplice formato: da un lato, ci sono stati tre momenti di connessione virtuale, con una preghiera, testimonianze e una chiusura condivisa attraverso la piattaforma Microsoft Teams; dall'altro, ci sono stati workshop e lavori di gruppo svolti di persona e in modo indipendente in ogni sede.              L'obiettivo dell'incontro era quello di "condividere la vita", mettendo allo stesso tempo in risalto tutto il lavoro dei volontari, che donano il loro tempo per aiutare gli altri in difficoltà.              Questa giornata, organizzata dall'Equipe Provinciale di Solidarietà (EPS) di Maristas Mediterránea, ha riconosciuto la vocazione al servizio incarnata dai partecipanti all'incontro, autentico "amore di Dio".              L'incontro dei volontari maristi è iniziato con un benvenuto e una preghiera guidata dalle Equipe Pastorali Locali di Alicante e Cordoba, ed è culminato con l'esecuzione dal vivo della canzone "Profumo ai tuoi piedi".              Successivamente, si sono svolti i workshop dal titolo "Vocazione marista, vocazione al servizio: esperienze con le Montagnes di oggi". In totale sono stati organizzati cinque workshop, ciascuno con un tema specifico: Workshop 1: Sono un volontario Marista Workshop 2: Le connessioni del volontariato Workshop 3: La ciambella della solidarietà Workshop 4: Fondazione Marcellino Champagnat / Istituto Marist FSM Workshop 5: ONGD SED / Cooperazione internazionale Lì i partecipanti hanno seguito in modo casuale ciascuno dei cinque laboratori.              Dopo il pranzo condiviso (così come la colazione), è stato il momento di ascoltare le testimonianze dei volontari. Questa parte della giornata era intitolata "Volontariato e servizio come stile di vita". In totale, ci sono state tre testimonianze, da parte di una persona per ogni sede, e sono state trasmesse in streaming alle altre due sedi.              Per un totale di 15 minuti al massimo per ogni intervento, Dori (Córdoba), Miguel Ángel (Alicante) e Angelica (Roma) hanno parlato della loro esperienza di solidarietà sulla base di tre domande: Cosa significa per te essere un volontario? Come il volontariato ha cambiato la tua vita? Perché incoraggeresti le persone a fare esperienze di volontariato? Che valore aggiunge l'essere un volontario MARIST?              Infine, il discorso di commiato è stato tenuto dalla scuola marista di Roma da Fratel Luis Carlos Gutiérrez, Vicario dell'Istituto, e dallo stesso Fratello Superiore Generale, Fratel Ernesto Sánchez. Quest'ultimo ha parlato delle esperienze di solidarietà marista che hanno segnato la sua vita, oltre a ricordare l'immenso lavoro umanitario che i Maristi Blu svolgono da anni ad Aleppo (Siria) e che ora è diventato ancora più cruciale a causa della tragedia del terremoto.              "Il volontariato è uno degli aspetti della missione marista che esprime veramente la determinazione e la disponibilità nella forma della gratuità. E questo conta molto. Il fatto che i volontari si diano completamente da fare ha un valore altissimo", ha commentato Fratel Ernesto.              Fr. Luis Carlos si è unito al messaggio del Superiore Generale, aggiungendo solo, in conclusione, quanto segue: "Grazie a tutti voi per esservi impegnati nella vita e nel servizio; è la grande risposta che dobbiamo dare a questa società e a questo mondo; e quella che dobbiamo ai poveri della terra. Tanti

Vedere di più

notizie

Ai fratelli anziani della Provincia Mediterranea (Lettera Aperta V)

CONTINUERAI A DAR FRUTTO « I miei occhi hanno visto il tuo Salvatore;lo hai posto davanti a tutti i popolicome luce per illuminare le genti» (Lc. 2, 30-32) Ai fratelli anziani della Provincia Mediterranea Come ogni due febbraio, anche oggi celebriamo la giornata della vita consacrata. In questa occasione, il messaggio scelto evoca il movimento e un viaggio di speranza.  Inizia con un verbo al gerundio che indica un’azione già in corso come essenza di un processo che non finisce mai: “Camminando nella speranza”. È un invito implicito a confidare nel Dio che dà senso alla nostra vita e ad approfondire la chiamata che ci ha messo in cammino tanti anni fa. Vi invito a celebrare questo giorno con un senso di gratitudine e nel contesto dell'Anno delle Vocazioni Mariste. Naturalmente, quando penso ai due eventi appena citati, penso a tutti i fratelli. Ma oggi vorrei rivolgermi a voi, cari fratelli anziani, in un modo molto speciale. Vi spiego perché. Molto spesso penso alla mia vocazione come a un dono, a un’eredità che continua a essere trasmessa e tramandata di generazione in generazione. A questo proposito, trovo eloquente la parabola dei talenti: ciò che viene dato in dono acquista dinamismo e vitalità quando viene valorizzato e moltiplicato. È a questo che avete dedicato la vostra vita, fratelli. E continuate a farlo. Noi che, data la nostra età, veniamo dopo di voi, abbiamo ricevuto il testimone da voi: Come non sentirci grati se ci avete trasmesso l’essenza di una vocazione che sta segnando definitivamente la nostra vita? Sono consapevole dei vincoli e dei limiti che comporta l’invecchiamento. Con il passare degli anni, sentiamo il nostro corpo indebolirsi e la nostra vitalità mentale e la nostra memoria diminuire. Senza chiudere gli occhi di fronte all’evidenza, vorrei soffermarmi su un'altra realtà altrettanto innegabile: la vecchiaia è una benedizione, un segno visibile della bontà del Dio che è fonte di vita e di vita in abbondanza. È un’ulteriore tappa del nostro cammino vocazionale ed è anche il luogo in cui siamo chiamati a crescere spiritualmente e a continuare a portare frutto. Marcellino Champagnat, nella sua determinazione a seguire Gesù, stava delineando uno stile di vita che prese forma nella prima comunità marista di La Valla. Da quell’umile casa in rovina a oggi, il carisma marista si è moltiplicato ed evoluto. Ci avete consegnato questa eredità, arricchita dalle vostre vite e dalla vostra visione del mondo. Questa è la logica di Dio presente nella storia umana che, come nella parabola dei talenti, richiede sempre una dinamica di crescita. Camminare nella speranza La liturgia di oggi, festa della Presentazione del Signore, ci presenta Simeone come emblema di speranza. Con il passare degli anni, l’anziano vide aumentare il numero di cicatrici sul suo corpo e accumulare nella sua anima altre delusioni e disillusioni. Ma non perse mai la speranza di realizzare i suoi sogni fino a quella mattina in cui, prendendo il bambino in braccio, esclamò: “I miei occhi hanno visto il tuo Salvatore” (Lc 2,30). Quando il bambino e l’anziano sono nella stessa immagine, il futuro inizia a scorrere naturalmente e la speranza diventa una compagna regolare lungo il cammino. Così è per l’eredità della vocazione marista. Armonizzare il nostro passato con il nostro presente ci apre a un futuro nuovo e arricchente. E qui voi, fratelli anziani, avete molto da offrire. Come Simeone, se accogliamo tra le nostre braccia e nel nostro cuore il nuovo che nasce, scopriremo un altro modo di vedere le cose e potremo esclamare: “I miei occhi hanno visto il tuo Salvatore!”. Viviamo in una società che mitizza la gioventù e il tempo presente. Come Peter Pan, non vuole essere adulta e nasconde le rughe come se non fossero una genuina espressione della bellezza di una vita matura. È questo quello di cui tratta il libro “Convertire Peter Pan. Il destino della fede nella società dell’eterna giovinezza”, di Armando Matteo. Io ce l'ho in italiano e non so se è tradotto in altre lingue. L’ultimo paragrafo del libro recita: “È la nostra gioia l’antidoto e il vaccino contro l’individualismo radicale che affligge e crocifigge il mondo di oggi. È la nostra gioia di adulti e di credenti, felici di esserlo, la mossa giusta per convertire Peter Pan dalla sua illusione di un solitario godimento infinito. In verità, solo chi ama gode, solo chi sa rendere felice gode, solo chi dà gode”. Aperti alla novità Proprio due anni fa, la Pontificia Accademia per la Vita ha pubblicato un documento dal titolo davvero suggestivo: “Vecchiaia, il nostro futuro”.  È un’interessante riflessione sulla situazione degli anziani dopo la pandemia e sul loro prezioso contributo alla società. Dopo averlo letto, è facile capire che la vecchiaia e la novità non devono per forza essere in contrasto. Ognuno dei nostri Capitoli Generali, Capitoli Provinciali e Assemblee sono eco di nuove chiamate e ci ricordano che il carisma e la vocazione marista sono realtà dinamiche, in evoluzione e in continua crescita. Negli ultimi anni abbiamo sentito espressioni come: famiglia globale, fari di speranza, case di luce, internazionalità, comunità miste e intercongregazionali, rispondere con coraggio ai bisogni emergenti, comunità di animazione del carisma, costruttori di ponti, ecc. Essere aperti alle novità è anche un segno di maturità. La maturità di chi sa che non tutto è stato scoperto, che non tutto è stato detto, che la pienezza non si raggiunge solo con i nostri contributi, che la rivelazione del Dio della storia è ancora in corso. Essere aperti alla novità, cari fratelli anziani, è un contributo prezioso che potete dare alla Provincia Marista Mediterranea.  Vocazione di fratello Dal 20 maggio 2022 celebriamo l’Anno delle vocazioni mariste. Chiuderemo ufficialmente il 6 giugno 2023. In tutto l’Istituto, e anche nella nostra Provincia, abbiamo lanciato numerose iniziative volte a “curare e generare la vita marista”. Ognuno di noi, nella sua situazione personale, può contribuire ad avvicinarsi a questo obiettivo. Siamo tutti chiamati a partecipare a questo sforzo comune e a dare energia alla vocazione marista in senso lato. D’altra parte, nel nostro ultimo Capitolo Provinciale è emersa la priorità di rafforzare la pastorale vocazionale e in particolare la vocazione alla vita consacrata. Lo abbiamo espresso così: “Risvegliare nei giovani la vocazione del fratello”. E abbiamo parlato di impegnarci per una vita comunitaria accogliente, di provocare incontri profondi con le persone e soprattutto con i giovani, di preghiera, di fare proposte concrete e trasformanti in questo ambito. Stiamo dedicando persone, equipe e tempo a questa priorità. Ogni comunità e ogni fratello è chiamato a dare il meglio di sé. A questo punto, credo che siamo tutti consapevoli che la migliore pastorale vocazionale è l'esempio della nostra vita. Mi avete sentito dire che non credo ci sia niente di più stimolante per un giovane che incontrare un anziano felice e condividere con lui. I social media sono pieni di esempi che lo confermano. Sono numerosi i casi di video e storie di persone anziane che sono diventate virali su Internet perché trasmettono autenticità e diffondono la loro felicità, oppure perché svolgono compiti o progetti pieni di energia e vitalità. In un certo senso, un fratello anziano felice è la conferma di una vita piena, di una vocazione autentica e significativa. Non è forse proprio questo che i giovani cercano? La vostra vita, fratelli, è chiamata a generare nuova vita. Possiamo trovare il modo di condividere di più con i giovani, in modo naturale e semplice? Continuerete a dare frutti Il Salmo 92 ci invita a una speranza radicata nel Dio dei disegni profondi. È bene ringraziarlo, proclamare al mattino la sua lealtà e alla sera la sua fedeltà. Confidando nella sua promessa, il giusto fiorirà come una palma, come un cedro del Libano, e nella sua vecchiaia continuerà a dare frutti. Questo è il tempo della speranza e della fede. Sì, conosciamo le nostre debolezze e i nostri difetti. Siamo consapevoli della nostra età e del fatto che il numero dei Fratelli sta diminuendo, costringendoci a un processo di ristrutturazione che prevede, tra l’altro, la riduzione del numero delle nostre comunità. Forse è proprio per questo che ci sentiamo chiamati, più che mai, a dare frutti di vitalità, a essere creativi e a rispondere con coraggio ai bisogni emergenti delle nostre comunità. Al di là delle statistiche e delle proiezioni future, il nostro sguardo è rivolto al Signore. Perciò, “anche se il fico non fiorisce e la vite non dà frutto, anche se la raccolta delle olive viene meno e i campi non danno cibo, anche se non ci sono pecore nell’ovile e mucche nelle stalle, io mi rallegrerò nel Signore; mi rallegrerò nel Dio della mia salvezza” (Abacuc 3:17-18). Con la Buona Madre come compagna di viaggio, continueremo a crescere nella fedeltà alla nostra vocazione di fratelli e sorelle. Con il mio affetto e la mia gratitudine per ognuno di voi, vi mando un grande e fraterno abbraccio. Fr. Aureliano García Manzanal Alicante, 2 febbraio

Vedere di più

notizie

LETTERA APERTA (Fr. Aureliano)

HEART MADE «Amerai il Signore, Dio tuo, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutto te stesso. Questo comandamento è il principale e il primo. Il secondo è simile a questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso.” Questi due comandamenti sostengono la Legge intera e i profeti.» (Mt.22,37-40) Ai maristi di Champagnat della Provincia Mediterranea Appena due giorni fa ho terminato la visita ai Maristi Azzurri di Aleppo, accompagnato dal fratel Manuel Jorques. Abbiamo avuto l’opportunità di condividere le loro vite per otto giorni e siamo stati testimoni di un’enorme manifestazione di azioni solidali. Sono state giornate intense e di grande ascolto. Abbiamo toccato il dramma delle vite spezzate dalla barbarie della guerra. Sono tante…! Ci siamo riuniti con un gruppo di circa 150 uomini e donne, giovani nella loro maggioranza, che organizzano e coordinano i numerosi progetti con i quali i Maristi Blu seminano di speranza le strade e le case di Aleppo. Abbiamo ascoltato educatori, assistenti dei diversi gruppi, scouts, bambini, giovani e beneficiari dei progetti di solidarietà.Non è facile fare una cronaca di questi giorni così intensi, né tantomeno esprimere in modo comprensibile un così grande miscuglio di sentimenti. Però non c’è un migliore momento di questo, l’inizio dell’Avvento, per condividere alcune cose di questa visita così piena di emozioni, di vita che attendono con speranza e di momenti d’incontro. Tra la gente Come Maristi siamo presenti in Siria dal 1904 e la nostra missione si è svolta tra Scuole e Opere Sociali. Adattandoci alla realtà sociale del paese, abbiamo risposto con creatività alle necessità di ogni momento storico. Quando nel 2011 è cominciata la guerra, i fratelli hanno deciso di rimanere e riorientare tutta la loro missione per servire coloro che soffrivano le conseguenze del conflitto armato. Un gruppo, ogni volta più numeroso di giovani e non tanto giovani, si unisce a questo progetto e nel 2012 nasce il movimento dei Maristi Blu. Cominciano ad organizzarsi e rispondere alle necessità concrete della gente: famiglie le cui dimore sono state bombardate e distrutte, migliaia di profughi, feriti di guerra, bambini e anziani soli, persone che hanno perso i loro affari e il loro lavoro, mancanza di servizi sanitari e educativi, difficoltà di accesso all’acqua potabile e all’elettricità, paura, solitudine, insicurezza, perdita di familiari e amici, ecc. Rispondendo a tutte queste necessità nascono i programmi di solidarietà, che sono cambiati e si sono adattati alle necessità del momento. Oggi si apprezzano i progetti educativi con i più piccoli, la consegna di ceste di alimenti, la distribuzione di cibo caldo per anziani che vivono nella solitudine e nell’estrema povertà, la distribuzione di latte per i lattanti e per i minori di 10 anni, i microprogetti e i macro-progetti rivolti all’inserimento lavorativo, movimenti scouts, ecc. Abbiamo conosciuto praticamente tutti; se seguite le “Lettere da Aleppo”, avrete un’informazione molto dettagliata di ognuno di essi. Abbiamo ascoltato i giovani che li organizzano. Abbiamo guardato negli occhi dei bambini e degli adulti che beneficiano di questi progetti. È molto difficile ascoltare le loro storie e non piangere. Tutti loro hanno perso molto da quando è cominciata la guerra, però lottano, vibrano e vivono con la speranza di un futuro migliore. I Maristi Blu sono lì, tra la gente. Sono lì e si fanno vicini. Operano e rispondono alle necessità reali. Maristi Blu Ad Aleppo, il blu è il colore scelto per parlare della solidarietà. È il colore del mare immenso e del cielo senza fine. L’azione solidale dei Maristi è Blu e giunge oggi a migliaia di persone. I Maristi Blu sono una referenza e la loro generosità ha una grande forza ispiratrice sia dentro che fuori della Siria.Grazie ad ognuno di voi, carissimi volontari! Sentitevi tutti compresi se ricordo fratel Georges Hakim. Ho avuto l’occasione di andare al cimitero e pregare davanti alla sua tomba. E, con il suono di fondo de alcuni bombardamenti lontani, ho ringraziato Dio perché la sua vita ha reso più visibile la bontà di Dio nel nostro mondo. La sua presenza discreta e affettuosa ha lasciato un’impronta nelle nostre vite e in quelle di molte persone di Aleppo.Grazie al fratel Georges Sabé, a Nabil Antaki e Leyla, a Bahjat Azrie e a tutti quelli che disimpegnano una funzione di animazione e di leadership.La Vostra presenza è la presenza della Chiesa a fianco di chi soffre. La Vostra missione rende visibili i seguaci di Gesù nella terra in cui nacquero le prime comunità cristiane all’inizio della nostra era. La Vostra vita quotidiana è, senza dubbio, un impegno per il dialogo e la fraternità con il mondo musulmano. Grazie! Guardando al futuro La maggior parte dei giovani che abbiamo incontrato sono cristiani universitari, anche se talvolta alcuni sono musulmani. Studiano o hanno terminato di studiare medicina, economia, ingegneria, farmacia, magistero, psicologia, ecc. La maggior parte di essi sognano di andare via dal paese in qualsiasi altro luogo che offra loro un futuro più prospero. Non è un tema così facile da orientare… Papa Francesco ha ripetuto in numerose occasioni la sua preoccupazione “per la tragica diminuzione dei cristiani in tutto il Medio Oriente, che suppone un danno incalcolabile non solo per le persone e le comunità colpite, ma per la stessa società che lasciano”. (Visita del Papa in Iraq nel luglio 2018). In questa stessa linea sento profondamente che non è il tempo di rinchiudersi né di diminuire la nostra presenza marista in Libano e Siria. I due paesi stanno passando un momento storico di grande difficoltà, come le nostre opere educative e sociali. Non è il tempo di chiudersi, ma di aprirsi: “Cosa possiamo fare di più? Come possiamo rafforzare la nostra presenza in Libano e Siria?”. Vi invito ancora una volta a portare tutto questo nella preghiera e a cercare diverse forme di aiuto e collaborazione ai Maristi Blu che possano includere, anche, l’offerta di far parte di questa comunità per un certo tempo. Faccio un invito aperto a tutti i fratelli e laici della Provincia Mediterranea e di altri luoghi dell’Istituto. È tempo di creatività e di generosità. Heart made Il “Zoco” di Aleppo era il mercato tradizionale sotto il tetto più grande del mondo. Un formicaio di genti di ogni tipo: commercianti, compratori, turisti… Centinaia di tende distribuite ai lati di strette e lunghe vie dove si potevano trovare i migliori prodotti dell’Asia e del Medio Oriente: sete dell’Iran, spezie dell’India, lana, rame, ecc. In molte delle sue tende esistevano ancora delle scuole artigianali dove si insegnavano antichi mestieri, ancora praticati ad Aleppo. Però è giunta la guerra e le bombe hanno trasformato questa meraviglia architettonica in macerie. Da qui, da queste macerie del Zoco coperto di Al-Madina, nasce il progetto “Heart made” dei Maristi Blu. Tra le rovine del mercato hanno cominciato a raccogliere scampoli di tele di molteplici colori e tessiture. E a queste hanno aggiunto altre tele di vestiti di seconda mano, all’occasione tele piccole e apparentemente inutili. Però tutte hanno trovato il loro posto e la loro utilità. Oggi “Heart made” è più che un progetto di riciclaggio di vestiti; è un marchio con un nome, un design moderno e tanta creatività. Si tratta di un laboratorio con grandi professionalità dove un gruppo di donne lavora e vive con dignità elaborando prodotti con il cuore, “Heart made”. Qualsiasi cosa ha un valore, qualsiasi scarto apparentemente “usa e getta” è utile per una buona ragione. Ciò che conta è la cura con cui il tessuto viene toccato e modellato il rapporto umano delle donne che lavorano. Importa la dignità, il pane e il futuro. Il prodotto ultimo è molto più di un vestito. Tutto quello che da lì esce è “fatto con il cuore”. Scelgo questa immagine espressiva e profonda per spiegare ciò che ho sentito in questi otto giorni ad Aleppo. “Heart made” parla di identità e di quanto di più genuino c’è nei Maristi Blu. Nel 2012, quando scoppiò la guerra ad Aleppo, i Maristi avevano una missione in un quartiere che i cristiani chiamano “Djabal Al Sayde”, “la collina di Nostra Signora”. Vivevano e continuano a vivere all’interno del complesso della vecchia Scuola “Champagnat” nel quartiere “Al Mohafaza”, ubicato al nordovest della città. La Scuola è stata nazionalizzata nel 1967, però i fratelli sono rimasti nella parte dell’edificio destinato alla comunità. È qui dove confluiscono tutte le attività dei Maristi Blu. In un contesto urbano dove è impossibile nascondere la devastazione e il non-senso della guerra, questa casa si alza como un vessillo di speranza. Che lei, la Buona Madre alla quale Champagnat ci insegnò a rivolgerci accompagni ognuno dei nostri passi e rafforzi lo spirito dei Maristi Blu di Aleppo.Un abbraccio a tutti voi, Fr. Aureliano García ManzanalAlicante, 27 novembre

Vedere di più