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I Assemblea Provinciale dei Giovani: fase locale

Le opere educative parte di Maristi Mediterranea in Siria, Libano, Italia e Spagna stanno portando avanti la prima fase di un processo avviato dalla Provincia per riflettere sul benessere e la protezione dei bambini e degli adolescenti nei nostri ambienti educativi. Quasi 3.000 bambini, ragazzi e giovani provenienti dalle opere mariste di Siria, Libano, Italia e Spagna hanno iniziato un percorso alla fine del 2023 per contribuire ad aiutare i centri e le scuole mariste che frequentano nella riflessione sul benessere e la protezione dei minori. Nella prima fase locale, che si è da poco conclusa, gli studenti hanno partecipato a un'indagine per analizzare la realtà in cui vivono e a riflessioni di gruppo su proposte per migliorare il benessere, la convivenza e la protezione dei più piccoli negli ambienti maristi. Questa fase si è conclusa con l'individuazione di possibili linee di azione future e l'elezione di giovani rappresentanti di ogni centro. La partecipazione dei ragazzi in ogni paese è stata la seguente: Siria (55), Italia (196), Libano (769), Spagna (1.787). Questi dati sono proporzionali al numero di bambini e giovani presenti nelle opere mariste in ciascun luogo. L'età dei partecipanti è compresa tra i 13 e i 15 anni. Sia i giovani rappresentanti che gli educatori che li accompagnano hanno partecipato (o lo faranno presto) a degli incontri online (14 e 23 marzo, 4 aprile) in modo da poter conoscere i ragazzi coinvolti nel processo da altre città ed essere introdotti alle dinamiche dell'assemblea internazionale. Il prossimo passo è infatti la partecipazione ad una fase internazionale, che si terrà contemporaneamente dal 19 al 23 aprile 2024 in due sedi: Faraya (per ragazzi e ragazze dalla Siria e dal Libano) e Madrid (per partecipanti di Italia e Spagna). Diversi studenti di ogni centro, accompagnati da un educatore, riporteranno le loro riflessioni locali a un'assemblea più ampia di giovani, con l'idea di raggiungere un consenso su proposte concrete che aiutino a garantire i diritti dei minori e le misure di protezione che li riguardano nelle opere mariste. Questa assemblea ha uno slogan che è tutta una dichiarazione di intenti nei confronti dei nostri bambini e giovani: "la tua voce conta" (che sarà anche l'hashtag per la promozione dell'evento e la diffusione dei suoi risultati). Questo processo è collegato all'iniziativa del Consiglio Generale "Alzati, Dai la tua opinione e Partecipa", che è stata riattivata in questi giorni con la diffusione di una guida per rendere concreto il diritto dei nostri bambini e ragazzi a partecipare attivamente alle questioni che li riguardano. Le conclusioni di questa prima Assemblea Provinciale dei Giovani contribuiranno alla progettazione di linee strategiche che rafforzeranno la missione marista nel mondo, soprattutto per quanto riguarda la promozione e la protezione dei diritti dei

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Premi ‘La Valla’ 2023

L'Equipe Provinciale di Educazione ha assegnato i premi ‘La Valla’ di quest'anno, che riconoscono l'innovazione e le buone pratiche nelle nostre opere educative L'Equipe di Educazione della Provincia Mediterranea ha annunciato i premi ‘La Valla’ 2023, che riconoscono l'innovazione e le buone pratiche nelle nostre opere educative.              In particolare, questa nuova edizione dei premi ‘La Valla’ ha messo in luce l’ottimo lavoro pedagogico svolto durante lo scorso anno in sei delle nostre scuole. Sono stati assegnati sette riconoscimenti: uno per le buone pratiche educative, tre premi per l'infanzia e la primaria, e altrettanti per la scuola secondaria.              Il nostro delegato provinciale di Educazione, Juan García, ci racconta che sono stati presentati 27 lavori in totale, sia dalla Spagna che dall'Italia. Riprendendo le sue parole, “ringraziamo tutti i partecipanti per aver condiviso le loro esperienze pedagogiche, che sono state fonte di grande soddisfazione per tutta la famiglia educativa della Provincia Mediterranea”.              I vincitori sono stati i seguenti progetti. Per l'infanzia e la primaria, "Inclusione: Stazioni di Apprendimento" dei Maristi di Jaén (primo premio); "Una trasformazione col sorriso e con il cuore" dei Maristi di Sanlúcar la Mayor (secondo premio); "Missione Antartide" dei Maristi di Cartagena (terzo premio). Per la scuola secondaria, "Liberi contro le mafie" dei Maristi di Giugliano (primo premio); "Viaggiamo nel tempo" dei Maristi di Granada (secondo premio); "Salvando il Natale" sempre dei Maristi di Cartagena (terzo premio). Oltre a questi premi, la scuola dei Maristi di Algemesí ha ottenuto il riconoscimento delle buone pratiche educative per la sua iniziativa #aMaristesAmbBici. “Abbiamo imparato qualcosa da tutti i progetti e abbiamo notato l'eccellente lavoro didattico, la creatività, la generosità e l'entusiasmo con cui i nostri educatori svolgono la loro missione educativa ogni giorno nei loro centri. Li incoraggiamo a continuare a condividerla”, ha aggiunto Juan García. I lavori presentati saranno a disposizione di tutti gli insegnanti della Provincia Mediterranea per essere consultati e

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A tutta la famiglia marista della Provincia Mediterranea (Lettera aperta IX)

“VOI SIETE TUTTI FRATELLI” Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo. (Mt. 23, 8-11) Caro fratello, amico, amica: Abbiamo appena iniziato un nuovo anno scolastico e, senza dubbio, ognuno di noi sente il proprio zaino traboccante di entusiasmo e aspettative. Qualche giorno fa sei tornato a scuola, o hai ricominciato la tua attività di lavoro in campo sociale, o hai incontrato di nuovo i tuoi compagni del gruppo di vita cristiana, della comunità, della fraternità, del gruppo scout o della squadra sportiva. Probabilmente una delle prime cose che hai sentito dire è stata questa: "Siamo casa". Questo è il nostro motto per l'anno scolastico 2023/2024 ed è così che vorremmo che ti sentissi: a casa. Benvenuto, benvenuta! Entra, non stare sulla porta, siediti nel tuo posto preferito, prendi posto al tavolo della fraternità. La nostra è una casa di fratelli, una scuola-focolare che ti accoglie così come sei e ti invita a donarti agli altri. La nostra è una casa accogliente dove puoi crescere in fraternità. Per questo motivo, in sintonia con lo slogan adottato da tutte le Province mariste d'Europa, ti propongo per quest'anno di concentrare tutti i nostri sforzi su una delle priorità indicate dal nostro ultimo Capitolo provinciale: esprimere la fraternità come essenza della nostra vita comunitaria. Oggi, le parole di Gesù sono per te e per me, per tutti coloro che fan parte della famiglia marista Mediterranea: "Uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli". Essere fratelli. Vivere come fratelli. Questa è la sfida in tutti gli ambiti della Provincia: comunità, scuole, opere sociali, gruppi di vita cristiana, scout, fraternità. Questa è la nostra vocazione più autentica. “Ogni famiglia religiosa manifesta in modo specifico alcuni tratti di Gesù. La nostra è chiamata a rendere visibile nella Chiesa e nel mondo il volto di Cristo-fratello”. (Regola di Vita, nº2) Quindi entra, non restare sulla porta. Prendi posto alla tavola della fraternità e costruiamo insieme una famiglia. In umiltà, metti a frutto tutti i tuoi talenti e saremo in grado di offrire al mondo una nuova visione e una speranza. Indossa il grembiule del servizio e della dedizione disinteressata perché, come ci ricorda Tonino Bello, “Il grembiule è l’unico paramento sacerdotale registrato dal vangelo per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo. Non parla né di casule né di amitti, né di stole né di piviali. Parla solo di questo panno rozzo che il Maestro si cinse ai fianchi con un gesto squisitamente sacerdotale”. Abbiamo bisogno di fratelli, diceva Marcellino Champagnat. In realtà, non abbiamo bisogno di nient'altro che del calore e della musica della fraternità. O per dirla in un altro modo: " Abbiamo bisogno di poco per vivere. Di pane e di canto. ". Così inizia il libro "Umano, più umano" di Josep Maria Esquirol. Il pane condiviso e le parole che vibrano ci portano a celebrare, a proteggere e a prenderci cura dell'altro. Ci guidano alla parte più intima della nostra essenza: la fraternità, l'amore. "Canto che guarisce - continua l'autore - e canto che esalta la bellezza del mondo. A volte silenzioso, a volte in forme discrete e imprevedibili, il canto - la parola che vibra - diventa per noi rifugio e cielo". Incanaliamo tutte le nostre risorse al servizio di questa prospettiva. Cantiamo insieme una nuova canzone di vita. Uniamo le nostre voci a quelle dell'innumerevole coro di tutti coloro che impegnano la loro vita per costruire un mondo migliore e più fraterno. Come Maria, cantiamo il Magnificat che, in ogni lingua del mondo, riconosce Dio come Dio e l'altro come fratello. Un abbraccio e un buon anno scolastico, F. Aureliano García ManzanalAlicante, 20 settembre

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Entra, siamo casa

Iniziamo l’anno scolastico 2023-2024 con un nuovo slogan e con l’entusiasmo e la speranza con cui affrontiamo questa nuova tappa Vi diamo il benvenuto all’anno scolastico 2023-2024! E lo facciamo attraverso la nuova proposta educativa che le Province Mariste della Regione Europea ci presentano come slogan comune: “Siamo casa”. Uno slogan che nasce dalla voglia di dare risposta – una buona risposta, una risposta cristiana – alle esigenze della realtà in cui viviamo. La proposta marista per quest’anno è di far diventare i nostri centri delle case dove poter accogliere tutti e tutte, con le proprie particolarità e le proprie differenze. E soprattutto, ora che inizia un nuovo anno, vogliamo essere un luogo dove sentirsi a casa: accuditi, accolti, presi in considerazione, ecc... Non solo singolarmente in ogni scuola, ma anche nella grande casa comune che è il mondo e all’interno della nostra grande famiglia globale marista. Questa esperienza di “casa” si ispira al modo in cui Gesù accoglie e accompagna tutti; l’esempio per eccellenza di sguardo attento e inclusivo verso la persona. Una scelta di vita alla quale siamo chiamati in quanto maristi: per essere "focolari di luce" e fari di speranza, prendendoci cura della vita e generando nuova vita. Essere a casa significa sentirsi a proprio agio, accuditi, protetti, valorizzati, amati, confortati, tranquilli, liberi, parte di qualcosa, protagonisti, celebrati, rispettati, ascoltati, partecipanti, riconosciuti... Come potremmo non volerci sentire a casa? E non stiamo parlando solo dei nostri giovani, ma anche di noi educatori, delle famiglie e di tutti i membri della comunità educativa. È un modo di essere e di vivere che vogliamo portare con noi nei nostri quartieri, nelle parrocchie, nelle città, nella Chiesa e nel mondo. Non sarebbe una vera casa se non fosse sempre aperta per tutti coloro che ne fanno parte. La buona gestione delle differenze è un valore fondamentale della nostra casa: permettere a ciascuno di valorizzare la propria identità, prendendosi cura di tutte le dimensioni della persona. Significa educare ad ESSERE in un mondo che è pieno di diversità. La natura, le culture, le società e le capacità delle persone sono tutte diverse. E, in queste realtà, noi sentiamo di essere chiamati a creare ambienti sicuri di crescita e di convivenza per tutti i nostri bambini e ragazzi. Come Maristi di Champagnat, per noi l'inclusione deve essere sempre una sfida da tenere presente, una ricerca costante per rispondere ai bisogni del nostro tempo in ogni momento, riconoscendo la diversità umana come valore e principio etico ed evangelico. È un invito a trasformare vite attraverso l'educazione e a non lasciare indietro nessuno. Pensare alla nostra casa, ai nostri centri educativi, come a luoghi con una grandissima varietà di opzioni su cosa e come imparare; dando spazio a processi partecipativi in cui impariamo a dialogare alla pari con gli altri, a condividere e a essere responsabili. Siamo una casa aperta, all’interno della quale istituzioni, organizzazioni e gruppi della comunità sono coinvolti nell'ideazione di progetti; uno spazio in cui tutti partecipano e si promuove lo sviluppo in contesti diversi. Una casa che favorisce il percorso verso una concezione dell'educazione come compito condiviso da famiglie, scuole e altre istituzioni sociali impegnate in quest’ambito, come la nostra Fondazione Marcellino Champagnat o la Fondazione Siamo Mediterraneo o i nostri cari Maristi Blu. Lo slogan di quest’anno inoltre è legato al Patto Educativo Globale all’impegno principale di mettere al centro la persona, aprirsi all'accoglienza e ascoltare le giovani generazioni; e si ricollega a molteplici passi della Bibbia che ci parlano di equità, relazioni, cura, protezione... “Siamo casa”, insomma, è più di una frase fatta. È qualcosa che sentiamo nel profondo del nostro essere. Significa sapere che qui, dai Maristi, veramente e con tutto ciò che comporta... SEI A CASA. Un luogo in cui senti di appartenere, che vivi come tuo. Tutto si riduce a questo. Perché non è una casa qualsiasi, è la tua casa. Perché noi SIAMO CASA. Buon Anno

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Alle donne mariste della Provincia Mediterranea (Lettera Aperta VII)

VEDI QUESTA DONNA? “E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrimee li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo;lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. (Lc. 7, 44-47) Alle donne mariste della Provincia Mediterranea Siamo a metà maggio, un mese particolarmente dedicato alla Buona Madre nella nostra tradizione marista. Auspico di cuore che la figura di Maria illumini la vita e la missione della Provincia Mediterranea.  "Voi sapete a chi dobbiamo chiedere queste grazie – diceva Marcellino Champagnat – alla nostra risorsa ordinaria. Non abbiamo paura di rivolgerci frequentemente a lei, perché la sua bontà e la sua potenza non conoscono limiti e il tesoro dei suoi doni è inesauribile". Il calendario liturgico di oggi ci invita ad invocare Maria sotto il titolo di Nostra Signora di Fatima collegata alla storia dei tre pastorelli – Lucia, Giacinta e Francesco – la cui vita è stata benedetta dalla presenza amorevole della Madre. Approfitto del contesto di questo mese dedicato a Maria per rivolgermi a tutta la provincia e, in particolare, a tutte le donne che si sentono mariste e che rappresentano una parte importante della nostra famiglia carismatica. È una buona occasione per ringraziarvi della vostra presenza, per riconoscere la vostra passione evangelizzatrice e per riflettere sul ruolo delle donne nella nostra provincia e, con uno sguardo più ampio, in tutta la Chiesa. Prima superiora Maria non è un modello esclusivo per le donne, ma un modello per tutte le persone, uomini e donne, che desiderano seguire Gesù nella loro vita. La forza della loro testimonianza si trova nella capacità di ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio. Ecco perché, quando una donna tra la gente si rivolse a Gesù gridando: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”, Gesù rispose: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!". (Lc 11,27-28). Ci accostiamo a lei come ad un modello per la nostra vita, come madre e discepola. "Dove tu andrai”, la Regola di Vita dei Fratelli Maristi", lo esprime molto chiaramente e magnificamente nel numero 42: Maria è madre e, allo stesso tempo, discepola.«Custodiva tutte queste cose nel suo cuore» (Lc 2,51).Questo discepolato, costruito giorno dopo giorno,fa sì che il quotidiano non esaurisca le sue prospettive.Si sposta oltre i confini della propria casa,per incorporarsi nella comunità apostolica (cfr. At 1,14).La presenza di Maria come sorella nella fedeporta la qualità e il calore della famigliaalla Chiesa nascente. Marcellino Champagnat, fondatore di una congregazione religiosa maschile, considerava Maria, donna e laica, come la prima superiora del suo istituto. Seguendo le sue orme, ci sentiamo chiamati ad essere il "volto mariano della Chiesa". Tutte le generazioni mi chiameranno beata Maria ci offre un modello di donna attiva e partecipativa, lontana dalla sottomissione o dall’esecuzione di funzioni secondarie. Di fronte al mistero di Dio, lei risponde con il dinamismo e la logica dell'amore, ipotecando tutta la sua vita. Il cantico di Maria diventa così la migliore sintesi del suo programma di vita, una dichiarazione di amore e di fede convinta nel Dio buono che accompagna la storia dell’umanità. Maria proclama nel Magnificat la grandezza e la forza di Dio. Una grandezza che è strettamente legata con la misericordia e la liberazione degli uomini e dei popoli, che non si limita a titoli o riconoscimenti. Una forza che non è quella dei poteri dominanti, ma quella dell'impegno a favore dei deboli, degli affamati e dei dimenticati. Il Magnificat è un invito ad orientare la nostra vita verso la missione di rendere visibili nel mondo i valori del Regno di Dio proclamato da Gesù. E attuare questo progetto oggi e qui, nel contesto concreto della Provincia Marista Mediterranea. Molto spesso questo significherà andare controcorrente, abbandonare posizioni compiacenti e acritiche, riconoscere che anche noi ci siamo lasciati contagiare dagli imperativi di un mondo malato di potere e traboccante di individualismo. Ma anche da una Chiesa anestetizzata dal clericalismo e spesso accovacciata nella ristrettezza della sacrestia.  Dovremo riconoscere che anche oggi, nella nostra amata Chiesa, le donne e altri gruppi continuano ad essere discriminati e resi invisibili. Maria è la donna con cui tutti si congratuleranno perché ha messo la sua vita nelle mani di Dio ed è diventata segno e annuncio del Regno. Ecco perché, come lei stessa ha proclamato, tutte le generazioni la ricorderanno e la chiameranno beata. E così è stato. Nel corso della storia, questa donna è diventata "il modello" di tanti pittori, scultori, musicisti e poeti. Se facessimo un tour artistico degli ultimi venti secoli scopriremo come le diverse generazioni l’hanno vista e sognata. Maria, laica, è diventata un modello per tutti gli uomini e le donne che vogliono avvicinarsi a Dio. Non certamente nel nome di Gesù I Vangeli contengono un numero significativo di riferimenti alle donne. Vi invito a rileggere e meditare cinque degli incontri e dei dialoghi più significativi di Gesù con le donne che lo circondano: Gesù e la Samaritana (Giovanni 4, 4-43) La donna sirofenicia (Marco 7, 24-30) La donna adultera (Giovanni 8, 1-11) La donna curva (Luca 13, 10-17). Marta e Maria di Betania. (Luca 10, 38-42) (Giovanni 11, 1-44) Non c'è nessun caso in cui Gesù discrimini, sminuisca o stigmatizzi una donna. Al contrario, qualsiasi esegeta documentato ci dirà che Gesù le ha nobilitate, le ha guarite e ha ricostruito l'integrità che la società del tempo aveva loro tolto. Ha rivelato i segreti del Regno ad un gruppo di amici intimi, in cui c’erano anche delle donne. Si è manifestato alle donne all'alba di Pasqua, affidando loro la testimonianza del sepolcro vuoto e del trionfo della vita sulla morte. Molte di loro avevano un accesso speciale e unico a Gesù: lo toccavano, lo ungevano e lo baciavano. Addirittura, come nel caso della donna sirofenicia, le è stato insegnato che la bontà di Dio non è limitata ad un gruppo chiuso di persone. È come se, attraverso di loro, Gesù sperimentasse una vicinanza e una complicità più intima e affettuosa con il Dio che chiamava "Abbà". Indubbiamente, nel nome di Gesù non si può sostenere alcun atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne. Non certamente in nome suo. Una Chiesa che non comprende e non attua totalmente la piena partecipazione delle donne non è cristiana. Difficilmente potremmo considerarci seguaci di Gesù se emarginiamo implicitamente o esplicitamente le donne in una Chiesa che, tra l'altro, è composta per lo più da donne. Vedi questa donna? Forse era la fretta o l'eccitazione del momento. Non lo so. Ma la verità è che quel giorno Simone, il fariseo, dimenticò le usanze di cortesia tipiche del suo ambiente culturale richieste quando bisognava accogliere un amico. L'entrata in scena di una donna conosciuta in città come peccatrice offre a Gesù l'occasione per ricordarle: "Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo". Vedi questa donna? La vedi davvero? È una domanda giusta e necessaria perché, diciamocelo, troppo spesso le donne vengono rese invisibili, messe a tacere e ignorate. Vedi quella donna che giorno dopo giorno dona la sua vita al servizio disinteressato senza pensare a riconoscimenti o premi? Vedete le donne che riempiono le chiese e, allo stesso tempo, alzano la loro voce profetica e impegnata in molti forum professionali e culturali del nostro tempo? Vedete le donne che, nel contesto della nostra Provincia Marista Mediterranea, sono educatrici, assistenti sociali, catechiste, animatrici di diversi gruppi giovanili o che svolgono qualsiasi altro compito di servizio? Come possiamo tutti renderle più visibili e costruire una Chiesa di comunione che sia insieme maschile e femminile? Trovo interessante e opportuno citare qui alcune parole di Silvia Martínez Cano, della provincia iberica. Qualche anno fa ha scritto un articolo sul ruolo delle donne nella congregazione marista e ha concluso la sua riflessione dicendo: "Senza dubbio, il carisma di Marcellino oggi non si esaurisce, ma si moltiplica in coloro che sono parte e speranza del mondo, animatrici e compagne nelle nostre comunità e leader di cammini maristi ancora da esplorare". Care donne mariste della Provincia Mediterranea, continuiamo ad esplorare insieme nuovi cammini di animazione del carisma. Maria, madre e discepola, accompagni e benedica tutti i vostri progetti. Lei, la Buona Madre, sia la nostra risorsa ordinaria ed il nostro riferimento quotidiano  per continuare a far crescere, dilatare e ampliare i nostri sogni. Un abbraccio . Fr. Aureliano García Manzanal Alicante, 13 maggio

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